Questa è la storia: c’è una che vuole un figlio, vuole rimanere incinta direi io, ma questa è un’altra storia, comunque, questa che vuole figliare è accidentalmente mia nipote e mia nipote riesce alla fine a rimanerci, incinta intendo e con non poca fatica e si perché la ragazza che ragazza non è più, nel senso dei suoi quaranta anni suonati, la ragazza fa pure una serie di fastidiose terapie per rimanerci, naturalmente ci rimane previo recupero di maschio che la monta ripetutamente e con solenne regolarità, “se non lo faccio almeno una volta al giorno stò male”, parole sue, parole del maschio di mia nipote, lo giuro. Quindi la nipote si impregna, si riempie, insomma ci rimane. Ora, il maschio di mia nipote, conseguentemente alla sua impossibile continenza, aveva già una figlioletta, figlioletta conseguenza dell’amore o di qualcosa di altro con un’altra femmina. Ciò detto, la nipote ora si ritrova con le conseguenze del suo desiderio: cioè suo figlio, la precedente figlioletta dell’incontinente e svariati animaletti d’appartamento. La nipote, accidentalmente mia, è felice come non lo è mai stata, lo giuro, ma il punto è appunto l’appartamento: figlio, figliastra, maschio incontinente e animaletti, in un piccolo appartamento sarebbe troppo per chiunque, pure per mia nipote che è una potenza della natura, lo giuro. Ora il maschio di mia nipote, aveva un altro appartamento, un appartamento grande ma sfortunatamente, tale grande appartamento, era purtroppo occupato dalla femmina, la femmina con cui lui aveva prodotto la figlioletta ed è per questo che tale femmina si sentiva in diritto di occupare l’appartamento non suo, ora il fatto è che la femmina occupava questo grande appartamento e lo occupava con un bambinetto, bambinetto fatto con non si sa bene chi e non si sa bene anche perché di questo “chi” cioè l’inseminatore, non che conseguente padre del bambinetto, non se ne sa più niente, non se ne sa più niente nel senso che è proprio sparito dalla faccia della terra. Quindi mia nipote è felice ma costretta, costretta in angusto spazio e questo la rende nervosa, molto nervosa, ma ecco, ecco il trionfo della Divina provvidenza: l’occupante dell’appartamento grande, cioè la femmina, ad un certo punto… Muore! L’occupante era infatti affetta da malattia mortale che l’aveva inchiodata al suo divano per un paio di anni prima di liberarla dalle sue sofferenze. Ma la cosa non è stata certo facile così come la si legge e si perché l’occupante prima di schiattare aveva dato, in termini di liquidi purulenti e putridi, tutto quello che una persona può dare, tutto questo “dare” lo dava da seduta, seduta sul suo divano, questo si sa perché non poteva marcire da sola la poveretta ma aveva bisogno di qualcuno che andasse appunto a ripulirla e il suo bambinetto era appunto un bambinetto e non riusciva a ripulirla del putridume che rilasciava con disarmante e regolare generosità, per farla breve la ragazza ha passato un paio d’anni attaccata a dei cateteri inchiodata al suo divano e poi è morta, punto. Ora mia nipote vive in un grande appartamento con suo marito, il suo desiderato figlio, la figlioletta di suo marito e i suoi animali ed è felice lo giuro. Naturalmente previa ristrutturazione dell’appartamento e disintegrazione del divano pregno di nauseabondi liquidi corporei. Ma per chi è attento alle conseguenze questo non è il punto, il punto è: dove è finito il bambinetto, quello del padre che è sparito, quello che occupava la casa con la putrida occupante morente inchiodata al suo divano? … Sembra ora si trovi dai vecchi nonni ma la cosa non è sicura, senza padre , che del padre non si sa niente e senza madre e questo si sà di sicuro. Di conseguenza, molto probabilmente, probabilmente e non assolutamente dico, ma giusto detto per amore della possibilità, di conseguenza dicevo, il bambinetto crescerà e tra qualche anno ci sarà un altro scoppiato che sgambetta per il mondo. Ciò detto questa storia tutt’altro dall’essere una sorta di critica all’esistenza del Divino ne è l’opposto esatto, altrimenti detto: una delle prove più evidenti dell’esistenza di Dio è la sfiga ma a questo conseguono molte e poco piacevoli conseguenze. Quindi…, che su questa storia ci si scriva una storia e che questo sia il suo conseguente finale: il soffitto che crolla sulla testa dello scrittore che la scrive, per l’appunto per la conseguente Divina provvidenza.
(ad un bambinetto… e a quella possibilità al di la di ogni probabilità)