A quel nulla… che accade tra un passo e l’altro

Pubblicato su low flow il Giugno 2, 2009 da afterbully

Fai un passo e poi ne fai un altro, dici una parola e poi ne dici un’altra, ami una volta poi una volta ancora. La musica è quadrata e allora fai un altro passo e poi un altro ancora, il ritmo cambia e poi è di nuovo quello, il cuore batte e poi batte ancora, la musica ti piace oppure no, fai il tuo passo oppure un altro, il cuore batte ma prima o poi non batte più, la musica finisce. Se il fine della vita fosse la felicità sarebbe più facile, il passo è giusto oppure no, ora lo sento c’è di più… ma è nulla ma è sempre di più.

(a chi sa ballare… la pausa)

ma prima o poi…

Pubblicato su low flow il Maggio 31, 2009 da afterbully

caffè…

caffè… sigarette…

caffè… sigarette… birra…

cosa c’è là in fondo…?

là in fondo non c’è niente

ma ogni volta è un niente diverso


(ancora quelle vacche nere… ancora in quella notte… nera)

alla… volcada

Pubblicato su low flow il Maggio 29, 2009 da afterbully

La volcada è una figura tipica dell’abbraccio stretto dove letteralmente l’uomo invita la donna a cadere dal suo asse verso di lui per poi…

(…che le danze si aprano)

a quella… Domanda

Pubblicato su low flow il Maggio 24, 2009 da afterbully

Ora la cosa si fa seria, la cosa si fa molto seria, seria e pericolosa: Lei si ferma, si ferma e mi guarda, mi guarda, mi guarda fissa e poi fa quella Domanda, un uomo su una croce è questa la prima cosa a cui penso, a quello gli avevano fatto la stessa Domanda e quello era finito su una croce, a rispondere come lui non ci si deve neanche provare, questo lo so per certo. Chi sia stato il primo a formulare quella Domanda non lo so ma so per certo che a rispondere si finisce male, allora ho preso tempo, ho fatto serio lo sguardo,  l’ho guardata e ho detto: “come…?”, come se non avessi capito ma avevo capito benissimo, lei si è avvicinata, d’istinto ho fatto un passo indietro, d’istinto ha visto la mia paura e si è avvicinata ancora, vicina come per sussurrarmi all’orecchio e ha parlato: “ma lei crede…  lei crede veramente… che alle parole corrisponda la verità?” ripeto la sua Domanda come se la ponessi io ad entrambi: “…che alle parole corrisponda la verità?” ma la cosa non funziona e lei sa che oramai sono spacciato e sa che io lo so quindi ferma e immobile mi guarda mi guarda fissa e aspetta, penso all’addestramento, all’addestramento in monastero, penso a tutti i tentativi e a tutti i fallimenti, penso a uomini migliori di me e a come fossero finiti tutti martiri o pazzi, state alla larga da quella Domanda! In monastero ci avevano avvertiti, ci avevano anche indicato l’unica possibilità di salvezza: dovevo metterla in logica, una cosa del tipo che se alle parole non corrispondesse la verità quella Domanda non avrebbe senso, dovevo tentare un assurdo ma sapevo che nello stesso modo mi avrebbe rimesso con le spalle al muro, complicando le cose, complicando le cose forse sarei riuscito a distrarla, infilando qua e là qualche regressione all’infinito, se ci fosse cascata, nell’infinito intendo, forse sarei riuscito anche a scappare, chissà! Ma tutti al monastero sapevamo che in quel modo era cavarsela da vigliacchi! …In fondo sono stato giocato dalla vanità, volevo essere tra quelli che ci hanno provato e allora ho risposto…

(a tutti i monaci… se e solo se… sono monaci)

questa notte è come una notte… nera

Pubblicato su low flow il Maggio 23, 2009 da afterbully

Dal basso, dal basso verso l’alto, il montante. Un montante di solito si usa nel corpo a corpo e  si attua ruotando la spalla in modo da imprimere potenza al pugno e cosi è. Una  faccia schiacciata su un pugno, una faccia schiacciata su un montante, questa l’immagine e con l’immagine delle parole: “Lo spirito conquista la propria verità solo a condizione di ritrovare se stesso nella disgregazione assoluta. Lo spirito è questa potenza ma non nel senso del positivo che distoglie lo sguardo dal negativo… Lo spirito è invece questa potenza quando guarda in faccia il negativo e soggiorna presso di esso.” Un testo su un’immagine in bianco e nero. Dimenticavo è firmato da un certo G. W. F. Hegel

(a questa notte nera …in cui tutte le vacche sono nere)

a colei che dice… niente!

Pubblicato su low flow il Maggio 19, 2009 da afterbully

Lei dice: …

Lui dice: come fai…? come fai a vivere così?

Lei dice: non dice niente

Lui dice: non dice niente

Lei dice: non dice niente

Lui dice: non dice niente

Lei dice: non dice niente

Lei dice: non dice niente

Lui dice: non dice niente

Lei dice: non dice niente

Lui dice: non dice niente

Lei dice: non dice niente

Lui dice: stai calma…! non è successo niente!

Lei dice: …

(Secondo la sacra scrittura …prima della creazione vi fu il silenzio …e alla fine dei tempi vi sarà il silenzio)

al Bello… e alla teoria dell’ultima

Pubblicato su low flow il Maggio 17, 2009 da afterbully

Insomma qualche mese fa ho ristrutturato casa e non è che sia una gran casa ma la casa è in una bella zona e con bella zona ho detto tutto, inutile soffermarsi su inutili dettagli, dettagli del tipo che qui è una zona tranquilla, che qui si sentono gli uccellini cantare la mattina, che qui anzi da qui in un attimo sei in centro insomma sei in centro ma non ci sei. E così ho ristrutturato la casa, la casa non è grande, c’è una stanza abbastanza grande e ci ho messo il letto, c’è una stanza abbastanza piccola e ci ho messo gli armadi, poi c’è una stanza media e non ci ho messo niente. Naturalmente ci sono il bagno e la cucina ma questi sono altri inutili dettagli inutili, quello che conta è il corridoio, il corridoio è il primo assioma, il primo assioma della mia teoria, il corridoio l’architetto mi diceva di toglierlo, ma lui non è un filosofo, lui diceva di toglierlo e fare un grande spazio, “un grande e bello spazio” cosi diceva e l’architetto ha ragione, ha ragione se si considera la sua interpretazione della realtà, ma come dicevo l’architetto è un architetto, per lui insomma nella casa, senza corridoio, ci sarebbe un grande e bello spazio ma io, che non sono l’architetto, il corridoio io l’ho tenuto e l’ho tenuto perché io sul corridoio ho un piano, anzi più che un piano è un esperimento, un vero e proprio esperimento per mettere alla prova la mia teoria, ed ecco in breve l’esperimento: sistemerò lungo il corridoio 7 femmine, 7 splendide femmine, che siano splendide non è un dettaglio, che siano splendide è fondamentale, le sistemerò a quinconce, altrimenti  detto disposte a zig zag, poi entrerò e inizierò il corridoio e con il corridoio inizierò. Cosa inizio non ve lo sto a dire, siete grandi e se non lo siete usate l’immaginazione, insomma mi farò tutto il corridoio e con il corridoio il resto! Una volta in fondo al corridoio, dimenticavo, in fondo al corridoio c’è la camera da letto, in fondo al corridoio mi infilerò nel letto, e nel letto cosa c’è?…Questo mi dispiace ma non ve lo posso dire, perché fino a lì con me voi non ci potete venire. Tutto questo avverrà perché un giorno ho avuto un’intuizione,  un giorno, quando un amico mi ha raccontato che uno che si chiama gionlenno ha fatto una volta una cosa così: è andato a una festa e nel corridoio c’erano delle sue fan che lo aspettavano e lui ha fatto quello che farò io ma quello che farò io io lo farò per amore della verità e appunto per la verità si racconta che le fan di gionlenno erano 14 ma per la verità io non sono gionlenno ma uno che vuole dimostrare che Platone aveva torto, quindi…!

(a Platone… anche se si sbagliava …perché è in fondo al corridoio che arriva il Bello)

secondo… il Matte

Pubblicato su low flow il Maggio 16, 2009 da afterbully

“Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e rivoltandosi, vi sbranino”.

Altrimenti detto: “Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos”.

(dedicato …a me ai porci …ma non ai cani)

A chi è… ed è attento… e alle Divine conseguenti conseguenze

Pubblicato su low flow il Maggio 10, 2009 da afterbully

Questa è la storia: c’è una che vuole un figlio, vuole rimanere incinta direi io, ma questa è un’altra storia, comunque, questa che vuole figliare è accidentalmente mia nipote e mia nipote riesce alla fine a rimanerci, incinta intendo e con non poca fatica e si perché la ragazza che ragazza non è più, nel senso dei suoi quaranta anni suonati, la ragazza fa pure una serie di fastidiose terapie per rimanerci, naturalmente ci rimane previo recupero di maschio che la monta ripetutamente e con solenne regolarità, “se non lo faccio almeno una volta al giorno stò male”,  parole sue, parole del maschio di mia nipote, lo giuro. Quindi la nipote si impregna, si riempie, insomma ci rimane. Ora, il maschio di mia nipote, conseguentemente alla sua impossibile continenza, aveva già una figlioletta, figlioletta conseguenza dell’amore o di qualcosa di altro con un’altra femmina. Ciò detto, la nipote ora si ritrova con le conseguenze del suo desiderio: cioè suo figlio, la precedente figlioletta dell’incontinente e svariati animaletti d’appartamento. La nipote, accidentalmente mia, è felice come non lo è mai stata, lo giuro, ma il punto è appunto l’appartamento: figlio, figliastra, maschio incontinente e animaletti, in un piccolo appartamento sarebbe troppo per chiunque, pure per mia nipote che è una potenza della natura, lo giuro. Ora il maschio di mia nipote, aveva un altro appartamento, un appartamento grande ma sfortunatamente, tale grande appartamento, era purtroppo occupato dalla femmina, la femmina con cui lui aveva prodotto la figlioletta ed è per questo che tale femmina si sentiva in diritto di occupare l’appartamento non suo, ora il fatto è che la femmina occupava questo grande appartamento e lo occupava con un bambinetto,  bambinetto fatto con non si sa bene chi e non si sa bene anche perché di questo “chi” cioè l’inseminatore, non che conseguente padre del bambinetto, non se ne sa più niente,  non se ne sa  più niente nel senso che è proprio sparito dalla faccia della terra. Quindi mia nipote è felice ma costretta, costretta in angusto spazio e questo la rende nervosa, molto nervosa, ma ecco, ecco il trionfo della Divina provvidenza: l’occupante dell’appartamento grande, cioè la femmina, ad un certo punto… Muore! L’occupante era infatti affetta da malattia mortale che l’aveva inchiodata al suo divano per un paio di anni prima di liberarla dalle sue sofferenze. Ma la cosa non è stata certo facile così come la si legge e si perché l’occupante prima di schiattare aveva dato, in termini di liquidi purulenti e putridi, tutto quello che una persona può dare, tutto questo “dare” lo dava da seduta, seduta sul suo divano, questo si sa perché non poteva marcire da sola la poveretta ma aveva bisogno di qualcuno che andasse appunto a ripulirla e il suo bambinetto era appunto un bambinetto e non riusciva a ripulirla del putridume che rilasciava con disarmante e regolare generosità, per farla breve la ragazza ha passato un paio d’anni attaccata a dei cateteri inchiodata al suo divano e poi è morta, punto. Ora mia nipote vive in un grande appartamento con suo marito, il suo desiderato figlio, la figlioletta di suo marito e i suoi animali ed è felice lo giuro. Naturalmente previa ristrutturazione dell’appartamento e disintegrazione del divano pregno di nauseabondi liquidi corporei. Ma per chi è attento alle conseguenze questo non è il punto, il punto è: dove è finito il bambinetto, quello del padre che è sparito, quello che occupava la casa con la putrida occupante morente inchiodata al suo divano? … Sembra ora si trovi dai vecchi nonni ma la cosa non è sicura, senza padre , che del padre non si sa niente e senza madre e questo si sà di sicuro. Di conseguenza, molto probabilmente, probabilmente e non assolutamente dico, ma giusto detto per amore della possibilità, di conseguenza dicevo, il bambinetto crescerà e tra qualche anno ci sarà un altro scoppiato che sgambetta per il mondo. Ciò detto questa storia tutt’altro dall’essere una sorta di critica all’esistenza del Divino ne è l’opposto esatto, altrimenti detto: una delle prove più evidenti dell’esistenza di Dio è la sfiga ma a questo conseguono molte e poco piacevoli conseguenze. Quindi…, che su questa storia ci si scriva una storia e che questo sia il suo conseguente finale: il soffitto che crolla sulla testa dello scrittore che la scrive, per l’appunto per la conseguente Divina provvidenza.

(ad un bambinetto… e a quella possibilità al di la di ogni probabilità)

al limite del tau…tismo

Pubblicato su low flow il Aprile 29, 2009 da afterbully

Pensa a qualcosa di intelligente e ora pensa a qualcosa di più intelligente ancora, pensa a qualcuno di intelligente, più intelligente ancora, conoscerai pur qualcuno che consideri intelligente no?! Ora immagina una persona più intelligente ancora, immagina una intelligenza al limite della possibilità ecco ora pensa al limite, ora immagina un limite. Immagina un confine geografico, un muro che divide due stanze, immagina una linea su un foglio che separa due spazi, il limite tra un volume e lo spazio ed ecco il limite, ecco hai pensato il limite. Ora io queste cose le scrivo perché le ho sentite dire da una persona intelligente, immagina allora che una persona di questo genere venga da te, immagina che questa persona venga da te e ti dica che conosce la verità, non tutta la verità ma molte verità,  molte e su molte cose, la verità al limite della possibilità e immagina che ti dica: guarda che le cose stanno così e così e poi aggiunga: ma se dimostri il contrario ne sarò felice. Pensi che sia possibile una cosa così? Pensi che saresti in grado di riconoscere la verità?

Ecco non rispondere! … (altrimenti detto: la fregatura non c’è ma si intravede)